Un paese intero fermato nel tempo: dopo l'alluvione del 1951 Gairo fu abbandonata e ricostruita più in alto. Le case vuote, aggrappate al pendio, sono oggi uno dei luoghi più suggestivi e fotografati della Sardegna interna.
La storia
Nell'ottobre 1951 piogge torrenziali resero il versante instabile: Gairo e la vicina Osini furono evacuate e mai più riabitate. Le famiglie ricostruirono i paesi poco più in alto, lasciando alle spalle scale, cucine, intonaci colorati che ancora resistono al tempo.
La visita
Si cammina tra i vicoli in silenzio, con rispetto: dalle finestre vuote entrano il vento e i panorami della valle del Pardu. I fotografi arrivano per la golden hour; i curiosi trovano dettagli ovunque — una mattonella, una data incisa, un fico che cresce in un soggiorno.
Da abbinare
Osini Vecchio è a due passi, con la scala di San Giorgio e il nuraghe Serbissi sopra: insieme compongono la giornata più intensa dell'Ogliastra interna. Chiudete alla cantina di Jerzu, quindici minuti più a valle.

