Tra la metà di gennaio e marzo, quando altrove è ancora pieno inverno, la campagna dell'Ogliastra si copre di bianco e di rosa: è la fioritura dei mandorli, lo spettacolo più discreto e commovente della Sardegna. Da noi non è solo un paesaggio — è il nome di casa.
Quando e dove vederla
Il mandorlo è l'albero più impaziente del Mediterraneo: fiorisce prima di mettere le foglie, tra metà gennaio e metà marzo, con il picco quasi sempre a febbraio. In Ogliastra i mandorleti punteggiano le campagne di Triei, Lotzorai e Baunei e le terrazze della valle del Pardu: bastano una passeggiata al mattino presto, quando la luce è radente, e un po' di silenzio. Non esistono folle né biglietti: la fioritura si incontra lungo le strade di campagna, spesso per caso.
Un albero che racconta la Sardegna
La mandorla è arrivata in Sardegna con i Fenici e non se n'è più andata. Per secoli è stata una piccola economia familiare: ogni casa di campagna aveva i suoi alberi, e la raccolta di fine estate — con le pertiche, i teli stesi a terra, le mani che scelgono — era un rito collettivo. Il nostro casale è nato in mezzo a un mandorleto, ed è per questo che si chiama I Mandorli: quegli alberi ci sono ancora, e a febbraio fioriscono a pochi metri dalle camere.
Le proprietà delle mandorle
Le mandorle sarde sono piccole, dolci e intensissime. Sono anche uno degli alimenti più studiati della dieta mediterranea: ricche di vitamina E e magnesio, di grassi monoinsaturi amici del cuore, di proteine vegetali e fibre. Una manciata al giorno (circa 30 grammi) è associata a benefici per colesterolo, glicemia e sazietà. Non a caso compaiono da sempre nella cucina della Zona Blu ogliastrina, dove si vive più a lungo che quasi ovunque al mondo.
I dolci della tradizione
In Sardegna la mandorla è soprattutto festa. I gueffus, palline di pasta di mandorle profumate al limone e avvolte come caramelle nella carta a frangia. Gli amaretti sardi, morbidi dentro e appena amari, fatti con mandorle dolci e amare insieme. Il torrone di Tonara, cotto per ore con miele di corbezzolo e albume, senza zucchero aggiunto. E ancora il latte di mandorla fatto in casa, i pistoccheddus ricamati delle feste, la pasta reale dei matrimoni. Ogni paese ha la sua ricetta e la difende con orgoglio.
Una ricetta semplice: gueffus di casa
Tostate leggermente 300 g di mandorle e tritatele fini; impastatele con 200 g di zucchero, la scorza grattugiata di un limone e qualche cucchiaio di acqua di fiori d'arancio fino a ottenere una pasta compatta. Formate palline grandi come una noce, rotolatele nello zucchero semolato e avvolgetele nella carta velina a frangia. Riposano un giorno: migliorano.
Vivere la fioritura a I Mandorli
Fine gennaio e febbraio sono il segreto meglio custodito dell'Ogliastra: giornate miti, sentieri vuoti, il mare d'inverno e i mandorli in fiore intorno al casale. È il periodo perfetto per un soggiorno lento — colazione con dolci alle mandorle, passeggiate tra gli alberi fioriti, escursioni a Pedra Longa o sull'altopiano del Golgo senza il caldo dell'estate.

