Sull'altopiano del Golgo il sacro si stratifica da tremila anni: i betili nuragici davanti alla chiesetta seicentesca di San Pietro, la voragine Su Sterru che inghiottiva — narra il mito — il serpente maligno ucciso dal santo.
Pietre sacre
Davanti all'esedra di San Pietro si allineano i betili: pietre coniche levigate, simulacri della divinità nuragica, portati qui da un santuario più antico della chiesa di almeno duemila anni. La comunità di Baunei non ha mai smesso di venerare questo luogo — solo il nome del dio è cambiato.
La voragine
A pochi minuti a piedi, Su Sterru apre nel calcare un pozzo perfetto di 270 metri: lanciate lo sguardo (in sicurezza, oltre la recinzione) e capirete perché i miti lo popolavano di mostri. Gli speleologi lo considerano una delle discese più celebri d'Europa.
Quando andare
All'ora della festa di San Pietro (fine giugno) il Golgo si riempie di tavolate e canti a tenore; nelle sere d'estate, il cielo senza luci artificiali regala la Via Lattea più nitida che vedrete in Italia.

